Continua a crescere l’astensione: ai ballottaggi vota il 50%
degli italiani. Trionfano, a Roma e, inaspettatamente, anche a Torino, le
giovani donne grilline, che intercettano la protesta populista anti-sistema ed
anche il voto politico anti-Renzi. Ora, finalmente, potremo misurare le reali
capacità di governo del Movimento 5 Stelle, dalle parole ai fatti. Come era
previsto: Bologna rimane al sinistra-centro, Trieste torna al destra-centro,
Napoli incorona nuovamente il Masaniello De Magistris e Benevento elegge
l’inossidabile Clemente Mastella. Nelle città minori resistono le
coalizioni tradizionali, unite e
allargate, con una leggera prevalenza del centrodestra. La Lega, altro segnale
della fine dell’onda lunga di Salvini, perde la sua storica roccaforte Varese. A Milano, di poco, ma vince il centrosinistra con Sala, anche
per colpa dell’arroccamento e dei veti dei vertici locali del centrodestra, del
controproducente sbandierato antifascismo di Parisi, della supponenza del suo
staff, e del fazioso rancore degli esclusi dalla coalizione. Scompare, dal
consiglio comunale di Milano, la destra missina, presente ininterrottamente dal
1948, e questo pessimo risultato storico sancisce anche la fine del lungo regno dei La
Russa e di De Corato. La destra, quindi, riparte da zero, senza più vertici e
rendite di posizione, dalle rovine dei palazzi crollati, da quello che rimane
della base militante e dai tanti, troppi, allontanatisi negli anni. Primo dato numerico dal quale non si può prescindere: il voto
di protesta lo raccoglie tutto Grillo, per un fronte di tipo lepenista, oggi in
Italia, non vi è spazio elettorale sufficiente per correre da soli. Le destre
(Lega e Fratelli d’Italia) sono costrette ad una nuova alleanza con il centro
liberale (Forza Italia, Area Popolare, Passera, Parisi e, magari, anche Tosi e
Fitto). Il centro post-berlusconiano, a sua volta, senza una destra al suo
fianco, rischia di scomparire assorbito dal renzismo. Modello vincente, quindi,
rimane quello che ha vinto e governa Lombardia, Veneto e Liguria. (DESTRA PER MILANO)
lunedì 20 giugno 2016
venerdì 17 giugno 2016
DESTRA PER MILANO 2018...
DESTRA PER MILANO
Circolo metapolitico fondato nel 2000
aderente al movimento nazionale Destra Sociale
ed al comitato per l’Europa dei Popoli
Presidente: Avvocato
Roberto Sforni
Vice P. per la Provincia:
Vincenzo Circosta
P. Onorario: Conte
Alessandro Romei Longhena
Socio Fondatore: Roberto
Jonghi Lavarini
IBAN:
IT16G0760101600001022670945
Conto Corrente Postale C.C.P.: 001022670945
Sistema PAYPAL: contributi@progettomilano.it
Intestazione: Associazione
Culturale Grande Milano
Causale di pagamento: “Destra per Milano”
Contatti, informazioni e adesioni:
giovedì 16 giugno 2016
ANDARE OLTRE e FARE FRONTE !
La storica destra missina è stata severamente punita dal
popolo italiano che ha chiaramente premiato Giorgia Meloni e invitato la
vecchia classe dirigente di AN, a farsi da parte. Non possiamo che prenderne
atto ed agire di conseguenza, con serenità e determinazione, chiudendo,
definitivamente, con le polemiche e i personalismi del passato. Le cause di
questa sonora sconfitta politica sono molteplici, note e già ampiamente dibattute,
inutile perderci altro tempo. Dobbiamo invece guardare al futuro, voltare
definitivamente pagina, andare oltre ai vecchi schemi ideologici, partitici ed
organizzativi, per costruire, anche in Italia, un nuovo e grande fronte
nazional-popolare, identitario e sovranista. E dobbiamo farlo
in fretta: siamo già in ritardo, ma ancora in tempo…
La nostra comunità militante ha il dovere di attualizzare e
concretizzare, nello spazio-tempo, valori, principi e visione del mondo della
nostra tradizione patriottica, ovvero di portate avanti e trasmettere lo
spirito dei nostri antenati. Dobbiamo ripartire dalla cultura, da una serie di
approfondite analisi delle tematiche geo-politiche e socio-economiche mondiali,
dalla elaborazione di un concreto e innovativo programma di governo e di
riforme strutturali del sistema. Serve, quindi, un nuovo luogo-strumento dove
fare buona Politica, e formare una nuova classe dirigente, selezionando i
migliori dirigenti giovanili e amministratori locali, ben presenti su tutto il
territorio nazionale, secondo rigorosi criteri di partecipazione, trasparenza,
meritocrazia e rinnovamento.
Ma, prima di fare fronte con la Lega, bisogna riaggregare la
destra. Fratelli d’Italia, a Milano, può ripartire subito ma, per farlo, in
maniera credibile ed efficace, deve dare un forte e concreto segnale di
cambiamento, puntando sui suoi bravi giovani come Caterina Anselmi, Alice
Balotelli, Stefano Gorgoglione, Francesco Quattrociocchi, Francesco Rocca,
Riccardo Truppo e Vincenzo Viola. I quarantenni Carlo Fidanza, Marco Osnato, Massimo Girtanner e Roberto Sforni, finita questa competizione elettorale, hanno invece il
dovere di fare squadra e di guidare, insieme, questa importante e delicata fase
di transizione. In questa battaglia, sarei certamente al loro fianco! Tutti gli
altri, possono solo fare un passo indietro o di lato, sostenendo questo
passaggio del testimone, con la loro importante esperienza politica ed
istituzionale.
Le prossime importanti sfide elettorali saranno nel 2018 con
le elezioni politiche nazionali e quelle regionali in Lombardia. Abbiamo una
ventina di mesi per organizzarci: servono nuove sinergie positive, cuore e
cervello, impegno e presenza, sostegno concreto, certamente politico e
militante ma anche economico e finanziario. Intanto, domenica, mobilitiamoci
per l’elezione di Stefano Parisi sindaco, per liberare Milano dalla sinistra mondialista..
Diamoci tutti da fare: “ognuno porti la sua pietra al cantiere”…
ROBERTO JONGHI LAVARINI
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